Progetto Acroneo, Archeo-Vino

I vini Acroneo nascono dall’unione di due grandi passioni, quella per l’archeologia e per l’enologia. Come archeologo ho dedicato tutta la mia ricerca agli antichi impianti di produzione e alle metodologie di vinificazione usate nel Bruzio, antica Enotria terra da sempre vocata alla produzione di vini fin dall’epoca più remota.

La storia ci tramanda, infatti, che la Calabria fu l’unica regione in epoca tardo antica a produrre vino, che era esportato in tutto il bacino del Mediterraneo almeno fino all’VIII sec d. C. mentre nelle altre regioni queste coltivazioni specializzate erano venute meno da lungo tempo.

La produzione dell’archo-vino Acroneo è frutto di uno studio accurato delle fonti letterarie, iconografiche, e archeologiche. Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli, per ricostruire il processo di vinificazione antico, si tratta di archeologia sperimentale.

Il progetto parte da uno studio paleobotanico dei vitigni calabresi, tuttora in corso e in fase di sviluppo, che vuole recuperare le viti autoctone e più vicine a quelle trapiantate dai greci nell’VIII sec. a.C. nell’odierna Calabria. Inoltre, vi è uno studio delle anfore greche e romane, per recuperare così la forma del contenitore migliore per vinificazione.

Il Design delle anfore usate è unico, non si trova in commercio, perché frutto di mie personali ricerche, che fondono le caratteristiche delle anfore del passato, al fine di creare una forma che dia il massimo risultato, durate le fasi di fermentazione e affinamento del vino.

Le anfore sono state realizzate da artigiani di nostra fiducia e manualmente, senza aggiunte di smalti o altri materiali moderni, e sono interrate. Anche la chiusura delle stesse rispetta la tradizione antica, sono usati, infatti, materiali naturali come il legno e le pietre. Dallo studio delle fonti sono stati ricreati manualmente gli strumenti di lavoro, come ad esempio le “navazze”, (tronchi in legno usati per la spremitura delle uve), non si vogliono usare strumenti moderni in acciaio o plastica, in modo da dare al consumatore un prodotto il più vicino possibile al vino dell’antichità.

Seguendo questa filosofia di produzione, i nostri vini non hanno un semplice “passaggio” in anfora, come avviene per la maggior parte dei produttori moderni che usano spesso anche contenitori posti fuori la terra, dove fanno bollire il mosto prima dell’affinamento definitivo in botti, ma essi sono fatti fermentare e affinare per almeno un anno nelle anfore, per poi passare ad un ulteriore affinamento in bottiglie coniche, chiuse con tappi di sughero realizzati manualmente da artigiani Siciliani, le quali sono poste poi nella nostra cantina a riposare in ambiente con temperatura e umidità costantemente controllate. Inoltre non sono aggiunti solfiti né sono usati altri prodotti della chimica moderna nella realizzazione del prodotto.

                                                                                                                   ARCHEOLOGO

Bafaro Francesco Gabriele

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