Storia dell’Acroneo

Vino Acroneo.

Questo nome è un omaggio alla nostra terra natia e al passato glorioso dei popoli che l’abitarono.

Acroneo, infatti, è conosciuto come re degli Enotri. Nell’antichità l’Enotria era collocata dai Greci nella parte meridionale della Calabria, le origini di tale nome deriverebbero dal termine greco oinos (regione ricca di vigne). Altri, come Dionigi di Alicarnasso, fanno risalire il nome ad Enotro, uno dei cinquanta figli del greco Licaone.

Dagli scritti degli storici si evince che gli Enotri fossero un popolo di pastori e agricoltori il che, nell’accezione dell’epoca, significava avere enormi qualità come saggezza e potenza. Polibio, infatti, li definisce popolo dotato di “ogni virtù, per onestà di costumi, benignità della natura, ospitalità verso tutti, e diverso dagli altri greci per colpe e crudeltà; notevole per religioso rispetto verso gli dei”.

Anche Virgilio non perde occasione per elogiarne le splendide virtù: “terra antica, potente in armi e feconda, gli Enotri la coltivarono, ora è fama che i posteri la chiamarono Italia, dal nome del loro signore”. Il re Acroneo, infatti, fu uno dei successori del mitico Italo, fondatore dell’antica Pandosia, capitale del regno degli Enotri. Metropoli che alcuni studiosi hanno identificato con l’odierna cittadina calabrese di Acri [ακρα (Akra)], sita in provincia di Cosenza.

Re Acroneo, inoltre, sembra sia stato citato nel libro VIII dell’Odissea, dove insieme con gli altri suoi pari accoglie Ulisse. Omero stesso, infatti, aveva già descritto l’invidiabile grado di civiltà di quelle genti già ai tempi del re Italo che li aveva convertiti all’agricoltura ed al commercio. Genti ricche di oro e di idee, il più felice tra i popoli della Terra, perché vicino al regno degli dei.

Il vino in anfora “Acroneo”, nasce per omaggiare la memoria di un simile passato e per rendere gli estimatori moderni partecipi della leggenda.

La passione per la storia, per il recupero delle tradizioni e dei sapori antichi hanno posto le basi per la nascita di questo vino d’eccellenza. Prediletto da chi ha palato sopraffine, non disdegna d’esser accompagnato da qualsiasi pietanza.

Nella Calabria avvolta dalle nebbie del tempo, dove la realtà si fonde con la leggenda affondano le radici dell’Acroneo, il vino del re.

Un popolo di vinificatori, che ha acquisito le tecniche dei colonizzatori greci e le ha affinate rendendo il proprio vino apprezzato in tutto il mondo antico.

Che brindiate con la Kylix, con il Kantharos o con un moderno calice basterà un sorso di Acroneo e in bocca avrete l’esplosione del gusto e della ricchezza. Acroneo è un vino che ritemprerà il vostro corpo, risvegliando in voi lo spirito eroico degli antichi.

Solo il vero intenditore saprà accettare l’invito a saggiare un bicchiere di storia e leggenda. Sapori un tempo perduti e oggi ritrovati, bontà cantate nei versi e nella prosa dell’epica classica. Risvegliate l’antico e nobile spirito che è in voi.