Visita nella cantina artistica dell’Acroneo

In questo tempo di vendemmia, siamo andati ad Acri, nell’artistica cantina dell’archeologo Francesco Bafaro, dove abbiamo potuto degustare i suoi esclusivi vini ACRONEO, vero nettare degli dei.
Come in un affascinante viaggio, sospeso tra mito e realtà,il ricercatore ce ne illustra ampiamente l’origine storica, culturale, scientifica.
“Essi nascono – subito esordisce – dall’unione di due grandi passioni, quella per l’Archeologia e per l’enologia, con l’ausilio di qualificati viticoltori di famiglia,di lungo corso”.
“Come archeologo – precisa poi – ho dedicato la mia ricerca agli impianti di produzione ed alle metodologie di vinificazione, utilizzati nell’antica Enotria, terra da sempre vocata alla produzione di vino,fin dall’epoca più remota”.
Proseguendo nella sua avvincente descrizione, “Il progetto Archeo-vino parte da uno studio paleobotanico dei vitigni calabresi, e vuole recuperare le viti autoctone più affini a quelle trapiantate dai Greci nel secolo VIII a.C. nell’odierna Calabria”.
Aggiunge, inoltre, che vi è anche uno studio delle anfore greco-romane, per recuperare la forma del contenitore migliore ad un’eccellente vinificazione. Sul loro design lo studioso svela che “esse non si trovano in commercio, perché realizzate manualmente da artigiani di fiducia, per ottenere il massimo risultato durante le delicate fasi di fermentazione ed affinamento del vino”.
“Dopo questo lungo ed accurato procedimento, dalle anfore interrate il vino,alla fine, passa in bottiglie coniche, chiuse con tappi di sughero, e poste a riposare in ambiente, con temperatura ed umidità costantemente controllata”.

Aldo Ciardullo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *